Venerdì 22/maggio: Partiamo da casa di prima
mattina, l’autostrada è abbastanza scorrevole, una sosta caffè ed una per il
pranzo e poco dopo le 13 parcheggiamo al P2 interno all’aeroporto di Malpensa.
Siamo in bassa stagione e non c’è molta gente, quindi sbrighiamo velocemente
tutte le varie pratiche; poco prima delle 17, con leggerissimo ritardo, l’aereo
– piuttosto piccolo e mezzo vuoto – si muove dal parcheggio. Il volo è
abbastanza tranquillo, il cielo limpidissimo ci permette di seguire il sorvolo
dell’Italia da quasi 12,000 metri di quota; passata Santa Maria di Leuca
arrivano le nuvole che ci impediscono la visuale della Grecia e del
Mediterraneo orientale. Quando vediamo nuovamente il mare, siamo ormai sulla
costa e già in fase di discesa; osserviamo Tel-Aviv da circa 5,000 metri;
attraversiamo velocemente Israele e verso le 22 atterriamo ad Amman. Le
pratiche sono discretamente veloci, soprattutto grazie al corrispondente
dell’agenzia, ma controllo passaporti, visto, ritiro bagagli, acquisto SIM
locale, prelievo contanti ci richiedono un bel po’ di tempo. E poi ci sono
circa 40 km fino alla città, cosicché arriviamo in Hotel dopo mezzanotte.
Sabato 23/maggio: Alle 9 puntualissimo il
nostro autista è davanti all’hotel e ci muoviamo in direzione Nord; Amman è
grande (oltre 4 milioni di abitanti), il traffico è intenso ma non caotico e
tutto sommato abbastanza scorrevole. Poco prima delle 10 arriviamo ad AJLUN, dove
visitiamo il castello, risalente al 12° secolo. Dalla
sua posizione strategica, sull’alto della collina, dominava un ampio tratto
della Valle del Giordano e controllava i traffici tra Damasco e l’Egitto.
Ritorniamo poi a JERASH, una delle città greco-romane meglio conservate al
mondo; nata già in epoca neolitica, divenne una importante città greca dopo la
conquista da parte di Alessandro Magno. La sua fama maggiore arriva però dopo
la conquista da parte dei romani nel 64 a.C., che la fanno diventare una più
importanti città dell’impero; di quel periodo ci rimangono tra l’altro il foro
colonnati di forma ellittica (unico esempio al mondo), le vie principali, il
tempio di Zeus ed il grandioso ippodromo che conteneva fino a 15,000 persone. Rientriamo
quindi ad AMMAN, dove visitiamo la cittadella, il sito storico situato nel
centro della città; qui si trovano le tracce di tutta la storia della città,
dai primi insediamenti nel neolitico, passando poi per le epoche romana,
bizantina e omayyade fino ad arrivare ai giorni nostri. E terminiamo la
giornata tornando al nostro hotel.
Domenica 24/maggio: Alle 8 lasciamo l’hotel
attraversando Amman in direzione Sud-Est; a quest’ora il traffico è ancora
abbastanza scarso e fluido e si viaggia spediti. Verso le 9 arriviamo al primo
dei castelli previsti per oggi, QASR AL-KHARANA; risalente all’inizio del 700
d.C. era forse un caravanserraglio, o più probabilmente un luogo di incontri
politici tra i califfi omayyadi e i capi tribù beduini. Proseguiamo verso Est
fino a QUSAYR ʿAMRA, non un vero castello ma
una palazzina con annesso hammam, utilizzata dal califfo o dai suoi familiari
per diletto o attività sportive, o per feste lontano dagli occhi indiscreti e
curiosi della popolazione. Risalente all’inizio dell’8°
secolo, è decorata da affreschi rappresentanti scene di caccia, comprendenti
animali ormai estinti in tutta l’area, ma anche immagini di nudi femminili.
L’ultima sosta, ancora più ad Est, è QASR AZRAQ, un imponente castello
interamente in basalto nero, risalente all’epoca romana tra il 2° ed il 4° secolo d.C.; fu
ampliato dai bizantini e poi ancora in epoca Ayyubide,
ed infine fu utilizzato da Lawrence d’Arabia come quartier generale operativo
durante la rivolta contro l'Impero Ottomano. Siamo a pochi km sia dal confine
con l’Iraq (Bagdad è a meno di 800 km) che da quello con l’Arabia Saudita, ma
noi proseguiremo, ritornando verso Ovest; ripassiamo la periferia di Amman,
stavolta con un traffico pesante e molto lento. Una rapida sosta per un’ottima Shawarma (il piatto tipico giordano, che richiama il kebab
turco), poi ci allontaniamo dalla città in direzione Sud-Ovest. Dai circa 1000
metri di quota della capitale, si scende continuamente, si passa il cippo che
indica il livello del mare – con relativa foto di rito – e si prosegue verso il
MAR MORTO, la più bassa depressione terrestre. È un lago con un unico
immissario (il fiume Giordano) e senza emissari, dove l’evaporazione rende le
sue acque così salate da non permettere nessuna forma di vita (da cui appunto
il nome). La forte evaporazione unita ad uno sfruttamento sempre più intensivo
del fiume Giordano fanno sì che il suo livello sia in continua diminuzione di
circa 1 metro ogni anno, arrivando oggi a circa -430 metri. Tappa in uno dei
tanti hotel della costa, con bagno “sperimentale” nelle acque salate del Mar
Morto.
Lunedì 25/maggio: Ci muoviamo verso le 9:30
salendo sul fianco della montagna fino agli oltre 800 del MONTE NEBO, luogo da
cui – secondo la Bibbia - Mosè vide la Terra Santa di Canaan in cui però non
sarebbe mai entrato. Divenne poi importante passaggio per i primi cristiani in
pellegrinaggio verso Gerusalemme e vi fu costruita una piccola chiesa nel 4° secolo per commemorare la morte di Mosè. Nel 5° e 6° secolo la chiesa fu
ampliata diventando la basilica che attualmente conosciamo, con la sua
splendida collezione di mosaici bizantini. Proseguiamo poi fino a MADABA,
grande ed importante città, famosa soprattutto per i suoi spettacolari mosaici
bizantini; da non perdere la Chiesa di San Giorgio, con il famoso mosaico della
mappa della Terra Santa, risalente al 6° secolo.
Proseguiamo mantenendoci in quota sulla “Strada dei Re”; è considerata la
strada più antica del mondo, pavimentata per la prima volta dall’imperatore
Traiano nel 1° secolo d.C. e allora battezzata “Via
Nova Traiana”. Arriviamo fino al bordo del Grande Canyon di Giordania, formato
del WADI MUJIB; scendiamo sul fondo, risaliamo dal versante opposto ed
attraversiamo l’imponente diga, proseguendo fino a Karak. Ci spostiamo ad Est
per prendere l’autostrada del deserto, scendendo verso Sud fino al bivio per la
cittadina di Wadi Musa, che raggiungiamo intorno alle 17.
Martedì 26/maggio: La guida ci aspetta
davanti all’hotel alle 8:15 e ci accompagnerà nella visita di PETRA; dalla
biglietteria e visitor-center inizia il percorso
verso l’antica capitale nabatea: preferibile a piedi per coglierne tutte le
bellezze, ma anche a cavallo o con navetta. Per circa 800 m la strada è una
larga via sterrata, poi si entra nel SIQ, il canyon naturale di circa 1200 m
che porta all’ingresso principale della città. Si tratta di una faglia
naturale, formatasi a seguito di uno dei tanti terremoti e modellata nei
millenni da acqua e vento; la fenditura è larga tra 3 e 12 metri, con pareti
alte fino a 80 m. La città di Petra fu fondata dagli Edomiti tra l’8° ed il 7° secolo a.C. e divenne
importante con i Nabatei ad iniziare dal 6° secolo
a.C. La disponibilità d'acqua e la sicurezza ne fecero un importante luogo di
sosta per le varie vie carovaniere che collegavano l'Egitto alla Siria e
l'Arabia del sud al Mediterraneo; tra queste la più importante era la via
dell’incenso, che partiva dallo Yemen, attraversava la Penisola arabica e a
Petra si biforcava in una via nord-occidentale verso Gaza, e in una
nord-orientale verso Damasco. Nel 106 d.C., alla morte del re Rabbel II, Petra fu annessa all’Impero Romano;
nonostante un lungo periodo florido, fu l’inizio della sua decadenza perché i
Romani spostarono altrove le vie commerciali. Una serie di disastrosi terremoti
portò poi la città ad un totale declino nel giro di pochi secoli. La sua fama
odierna deriva soprattutto dalle imponenti architetture ellenistiche scavate
direttamente nelle pareti di roccia dal colore rosa-rossastro; nel sito sono
stati registrati più di 800 monumenti, tra templi, complessi funerari e
infrastrutture urbane. Il più famoso è sicuramente il Tesoro, icona
indiscutibile di Petra, che sorge immediatamente all'uscita del Siq. Scolpito
nel 1° secolo a.C. con una facciata monumentale in
stile ellenistico alta circa 40 m, nacque probabilmente come mausoleo per il re
nabateo Aretas IV; fu battezzato "Tesoro del Faraone" dai beduini per
via di una leggenda secondo cui l'urna superiore nascondeva oro e ricchezze, in
realtà mai trovate. Importanti anche le Tombe Reali, situate sul fianco
occidentale del massiccio, sono una serie di maestose facciate monumentali
dedicate alle famiglie reali nabatee o all'alta aristocrazia. Notevole anche il
Teatro Nabateo, un imponente anfiteatro interamente scavato nella fiancata
della montagna, risalente a oltre 2.000 anni fa, progettato dai Nabatei e in
seguito ampliato dai Romani quando arrivò a contenere fino a 4000 spettatori.
Da non dimenticare la strada Colonnata (cuore commerciale e politico) ed il
Grande Tempio, entrambi di epoca romana. All’interno del sito (che presenta
dimensioni impressionanti) sono presenti diversi ristorantini e negozi di
souvenir; ci si può muovere a piedi, per alcuni brevi tratti anche a dorso di
asino e per i lunghi spostamenti sono disponibili delle navette elettriche, in
realtà abbastanza carucce. Verso metà pomeriggio rientriamo in hotel.
Mercoledì
27/maggio:
Ci muoviamo verso le 10 per andare a visitare la PICCOLA PETRA; strettamente
legata alla città di Petra visitata ieri, era il luogo di sosta delle carovane,
non autorizzate ad entrare nella città principale, riservata ai Nabatei. Questa
località era dotata di negozi e vari servizi, sale da pranzo e locali per le
ballerine; molto probabilmente questi servizi venivano utilizzati anche dagli
stessi abitanti di Petra. Ritornati a Wadi Musa, proseguiamo verso Sud ed in un
paio di ore arriviamo al Visitor-Center del WADI RUM; chiamato anche la Valle
della Luna, è uno spettacolare deserto di 740 kmq di sabbia rossa con maestose
montagne di arenaria. Fu il principale teatro delle battaglie durante la
Rivolta Araba del 1917-1918 guidata da Lawrence d’Arabia (l'ufficiale
britannico Thomas Edward Lawrence), che stabilì qui la sua base operativa per
guidare le truppe contro l'Impero Ottomano. Lawrence definì questo deserto come
un luogo immenso, echeggiante, simile ad una divinità; il suo libro autobiografico
“I Sette Pilastri della Saggezza” prende il nome da una delle spettacolari
formazioni rocciose che vi si trovano. Lasciato il nostro autista con la sua
macchina, entriamo nell’area protetta del Wadi Rum a bordo del fuoristrada
delle comunità beduine che hanno la gestione della zona (in cooperazione con le
autorità governative); alloggiamo in una tenda “turistica” (in realtà un vero e
proprio bungalow) di uno dei tanti campi tendati che accolgono i turisti (pare
siano oltre 800). Alle 16:30 iniziamo il nostro giro del deserto in 4x4, che ci
porta a visitare decine di angoli indimenticabili; poco dopo le 19 rientriamo
al campo un po’ frullati, nonostante la bravura del nostro autista. Cena alle
20, prevalentemente a base di pollo e agnello cotti nel modo tradizionale sotto
la sabbia; e prima di andare a letto un po’ di osservazione delle stelle,
purtroppo ostacolata da un leggero velo di nuvole.
Giovedì 28/maggio: Lasciamo il campo poco
prima delle 10, riprendiamo la macchina con il nostro autista ed iniziamo il
lungo spostamento; in poco più di mezz’ora raggiungiamo l’autostrada del
deserto e poi ci sono ancora quasi 300 km. Facciamo una sosta per il pranzo e
verso le 15 siamo ad Amman, nello stesso hotel dell’arrivo, un po’ di relax e
poi cena; nel frattempo la Royal Jordanian ha
comunicato un anticipo del volo di rientro di domani, ma è una variazione
minima.
Venerdì 29/maggio: Verso le 8:30 partiamo
dall’hotel, il traffico della mattina festiva è molto scarso, ci si muove bene
e per le 9 siamo in aeroporto. Subito all’ingresso c’è un primo scanner che
controlla tutti i bagagli, sia quelli a mano che quelli da imbarcare; alcuni
nostri oggetti richiamano l’attenzione degli addetti, ma non riusciamo a capire
cosa ci sia di preoccupante in una batteria di scorta della videocamera, una
bussola da orientamento, un lettore di ebook ed un paio di bottiglie con la
sabbia colorata. Alla fine ci fanno comunque passare
con tutte le nostre cose; facciamo il check-in, passiamo il controllo
passaporti, i controlli di sicurezza e ci portiamo in area imbarchi. L’aereo è
vuoto a metà e si muove con un ulteriore leggero anticipo; il volo è tranquillissimo
e per le 15 ora italiana siamo già atterrati a Malpensa. Anche il ritiro
bagagli è veloce e verso le 15:30 siamo già in strada, ma è venerdì, c’è un
ponte grazie alla festività di lunedì 02/giugno e c’è mezza Italia in strada; e
così ci mettiamo oltre 4 ore per arrivare a casa.
NOTA: foto e diario completo saranno pubblicati al rientro – restate in
contatto.